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Cina e Stati Uniti di nuovo alla prova di forza sulle isole Spratly

    di  .  Scritto  il  15 Ottobre 2015  alle  6:00.

Pan per focaccia. Occhio per occhio, dente per dente. Una di queste proverbiali e bibliche frasi potrebbe benissimo essere utilizzata per spiegare gli ultimi attriti fra Cina e Stati Uniti, questa volta relativi ai progetti che Pechino sta conducendo nel Mar cinese meridionale. La molla di alcune dichiarazioni del portavoce del ministero degli Affari esteri cinese è scattata in seguito a precedenti ‘considerazioni’ fatte da funzionari statunitensi sull’invio di navi da guerra nella zona delle isole Spratlys che la Cina considera proprie nonostante le proteste di altri paesi dell’area.isolespratly

A parlare era stato il segretario alla Difesa Ash Carter esprimendo “preoccupazione” per la costruzione di un’isola artificiale condotta dalla Cina. “Sappiatelo – aveva detto Carter nel corso di una conferenza stampa con iministri degli Esteri e della Difesa dell’Australia – gli Stati Uniti voleranno, navigheranno e opereranno dovunque consentito dal diritto internazionale; lo facciamo in tutto il mondo, lo faremo nel Mar cinese meridionale”.

A Carter a risposto la portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Hua Chunying: “Non consentiremo ad alcun paese di violare le acque territoriali cinesi e lo spazio aereo delle Isole Spratly in nome della protezione della libertà di navigazione”.

A solleticare gli appetiti di molti paesi per questo gruppo di isolotti e speroni roccio inabitati e inabitabili è secondo molti osservatori la possibilità concreta che nell’area circostante si trovino ricche risorse naturali ancora da sfruttare. Quel tratto di mare è inoltre una trafficata via commerciale e zona particolarmente pescosa.

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