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Stati Uniti: Apple sfida l’Fbi e respinge una sentenza che vuole ‘aprire’ gli iPhone

    di  .  Scritto  il  18 Febbraio 2016  alle  6:00.

La Apple, il marchio noto in tutto il mondo per i suoi computer e smartphone, ha riferito di voler contestare una sentenza che le imporrebbe di aiutare gli investigatori dell’Fbi che stanno tentando di accedere nella memoria del telefonino appartenuto a Syed Rizwan, l’uomo che insieme alla moglie Tashfeen Malik lo scorso dicembre uccise 14 persone a San Bernardino, in California.poloniaapple

Secondo la sentenza la Apple dovrebbe consentire alla polizia americana di decrittare i contenuti salvanti all’interno del cellulare che potrebbero contenere informazioni utili agli investigatori.

In una nota, l’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, ha detto: “Il governo degli Stati Uniti ha chiesto a Apple un’azione senza precedenti che minaccia la sicurezza dei nostri clienti. Ci opponiamo a questo ordine perché ha impicazioni che vanno oltre il caso particolare”.

Apple sostiene in particolare di non essere in grado di sbloccare i dati contenuti nell’apparecchio ( dalla versione iOS8 alle versioni più recenti) perché da settembre 2014 ha inserito un software che decritta in automatico i contenuti; l’immissione di una passaword errata, dpo il decimo tentatuvo comporta la cancellazione definitiva dei dati. L’Fbi sta chiedendo di eliminare il limite dei dieci tentativi e di rendere possibile l’utilizzo di un software per provare automaticamente le 10.000 possibili combinazioni per una password da quattro caratteri.

Dalla nota diffusa da Apple, in cui fanno continui riferimenti al diritto di privacy che verrebbe minato, non si capisce se i tecnici Apple siano in grado o meno di accedere ai dati in sicurezza. Il caso particolare è però un sicuro precedente dal cui esito potrebbe dipendere il futuro sviluppo della telefonia cellulare.

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