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Etiopia: dopo le proteste, l’Onu cerca chiarezza e il governo risponde

    di  .  Scritto  il  12 Agosto 2016  alle  10:33.

Dichiarazioni a distanza, su sollecitazioni giornalistiche, non hanno contribuito a fare ulteriore luce sulle ultime proteste che si sono registrate nelle regioni Oromia, Amhara e nella stessa Addid Abeba. Incerto continua a restare il bilancio dei morti causati dall’intervento delle forze di sicurezza sebbene appare certo che si tratti di diverse decine (tra i 60 e i 90 a seconda delle fonti).etiopiaproteste2

In dichiarazioni raccolte dall’agenzia di stampa Reuters, l’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Zeid Raad al Hussein, ha detto che le notizie provenienti dall’Etiopia sull’uso eccessivo della forza devono essere oggetto di una inchiesta; lo stesso ha aggiunto di aver avviato contatti con le autorità etiopiche.

Sentito da diversi media internazionali, Getachew reda, portavoce del governo di Addis Abeba, ha detto che l’Onu può esprimere la sua opinione ma che è il governo etiopico a essere responsabile della sicurezza dei propri cittadini.

Le dimostrazioni dello scorso fine settimana sono state l’ultimo capitolo di un movimento di protesta contro piani di espansione della città di Addis Abeba che avrebbero avuto ripercussioni su territori abitati dalla comunità oromo. Benché il piano sia stato messo da parte lo scorso gennaio, chi ha dimostrato è sceso in piazza per chiedere la liberazione di oppositori in carcere. Richieste per una maggiore partecipazione politica e una più equa redistribuzione della ricchezza sono state alla base delle manifestazioni nella regione amhara.

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