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Sud Sudan: una ‘silenziosa’ e dimenticata guerra contro la popolazione civile

    di  .  Scritto  il  16 Agosto 2016  alle  6:00.

 “Lasciatemi essere chiaro. Il popolo del Sud Sudan non sta semplicemente fuggendo per mancanza di cibo, case, scuole o assistenza medica. Sta fuggendo perché teme per la propria vita”. Ha usato queste parole il coordinatore dell’Onu per l’emergenza in Sud Sudan, Stephen O’Brien, di ritorno da una missione nel Paese dell’Africa orientale.sudsudanunmiss

Secondo il rappresentante delle Nazioni Unite, in seguito all’ultima crisi politico-militare – che nel frattempo sembra essere almeno in parte rientrata – è ulteriormente aumentato il numero di sfollati interni e rifugiati. Da dicembre 2013 – quando la crisi ebbe inizio – 1,6 milioni di persone sono state costrette a spostarsi da villaggi e città per altre zone del Paese, mentre in 900.000 hanno trovato rifugio all’estero.

L’ultima crisi è cominciata lo scorso 7 luglio, quando le forze che fanno capo al presidente Salva Kiir e quelle leali all’allora vicepresidente Riek Machar si sono scontrate a Juba proprio alla vigilia del quinto anniversario dell’indipendenza dal Sudan.

Da allora, secondo i dati dell’Onu, almeno 70.000 sudsudanesi hanno varcato il confine con l’Uganda. Gli scontri e il clima di violenze e instabilità hanno inoltre aggravato la situazione economica con pesanti ripercussioni umanitarie. L’Onu ha denunciato e registrato episodi di violenze ai danni di civili, compresi donne e bambini; e ha chiesto alle parti di astenersi da ogni violenza e di individuare i responsabili dei crimini. 

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