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A Tunisi l’imprenditoria mediterranea per far ripartire gli investimenti

    di  .  Scritto  il  29 Novembre 2016  alle  6:00.

Un piano di sviluppo sociale ed economico inclusivo e sostenibile, da costruire con il contributo della comunità internazionale: questa è la base di riferimento del Piano di sviluppo 2016-2020 che sarà al centro della Conferenza internazionale in programma a Tunisi il 29 e 30 novembre.tunisiaproteste

Il piano, usando le parole dei promotori dell’iniziativa – tra cui l’investment banking Arjil & Associes, la tunisina Comete Engineering e la Africa Communication Events – il Piano intende migliorare l’attrattività dell’economia tunisina e rafforzare il ruolo del settore privato nella crescita economica del Paese.

Scopi che il governo tunisino si prefigge di raggiungere con una serie di riforme strutturali (alcune già avviate) e con una raccolta di 60 miliardi di dollari. All’interno di questa cifra, 25 miliardi saranno destinati a progetti di società statali o a partecipazione pubblica. Obiettivo finale è quello di una crescita che proceda a un ritmo del 4% all’anno con la contemporanea creazione di 400 mila posti di lavoro.

Cinque sono i pilastri individuati per il piano già denominato Tunisia 2020: buon governo, riforma della pubblica amministrazione e misure anticorruzione; transizione da un Paese low-cost a un hub economico; sviluppo umano e inclusione sociale; raggiungimento di ambizioni regionali; la green economy quale pilastro dello sviluppo sostenibile.

Il piano prevede la realizzazione di un centinaio di progetti che saranno per lo più indirizzati da un punto di vista finanziario attraverso Public-Private Partnership (PPP).

I termini e i dettagli di ogni singolo progetto nonché più in generale del piano sono disponibili nel sito www.tunisia2020.com

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