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Siria: l’Isis ha perso sul campo, ma la sua ideologia è ancora lì

    di  .  Scritto  il  25 Marzo 2019  alle  10:18.

L’Isis alla fine ha perso la sua ultima roccaforte in Siria. L’annuncio fatto sabato scorso dalle Forze democratiche siriane mette ufficialmente fine all’autodichiarato califfato; un’autodichiarazione che risaliva al 2014.

Eppure da più parti si invita a mantenere alta la guardia, perché se è vero che l’Isis oggi non controlla più territori, sono ancora migliaia gli uomini che ha addestrato e che restano in circolazione.

Secondo diversi osservatori si apre adesso una nuova fase in cui occorrerà vigilare e allo stesso tempo analizzare.

Nella sua ultima enclave, Baghouz, l’Isis ha resistito fino all’ultimo uomo, pur sapendo di essere destinato alla sconfitta. Gli ultimi colpi sono stati sparati da combattenti dell’Isis che hanno di fatto usato mogli e figli come scudi umani.

Comunque, ora è tempo di primi bilanci. Al massimo della sua espansione l’Isis governava su 7,7 milioni di persone che pagavano tasse. Tra carichi fiscali e altre voci, l’Isis è riuscita a incassare anche 2 miliardi di dollari all’anno e ancora nel 2018, secondo stime Onu, aveva a disposizione tra i 20 e i 30 mila combattenti.

In totale, oltre 41.000 cittadini stranieri hanno raggiunto la Siria o l’Iraq per combattere insieme a Isis. E il punto, secondo molti, è che se l’Isis ha perso sul campo, così non è per la sua ideologia. E ideologia significa comunque uomini a disposizione, mezzi, capacità operativa.

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