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Libia: Haftar e Sarah si sfidano a colpi di raid, la pace si fa più lontana

    di  .  Scritto  il  8 Aprile 2019  alle  7:00.

‘Vulcano di rabbia’ è il nome dato ieri all’operazione militare che le truppe fedeli a Fayez al-Sarraj, capo del Governo di accordo nazionale (Gna), intendono sferrare contro il sedicente Esercito nazionale libico del generale Khalifa al-Haftar che ieri erano arrivati a una cinquantina di chilometri da Tripoli rompendo l’equilibrio che almeno fino a venerdì aveva regolato la coesistenza delle due forze che – impiantate una a Tripoli e l’altra a Bengasi – si dividono il controllo del Paese, a sua volta però frazionato in varie aree di influenza.

L’annuncio dell’operazione di controffensiva, fatto dal colonnello Mohamed Gnounou, è arrivato in seguito a raid aerei condotti da entrambe le parti: gli aerei di Haftar hanno preso di mira un sobborgo di Tripoli, quelli di Sarraj hanno colpito postazioni di Haftar a una cinquantina di chilometri dalla capitale.

Ovviamente, il riaccendersi delle ostilità – benché in totale il numero dei morti non sembra aver superato le poche decine – ha avuto effetti sulla popolazione civile, corsa a rifornirsi del possibile nel timore di un’interruzione dei rifornimenti.

Sul piano internazionale, al di là di inviti alla calma e condanne fatte dalla comunità internazionale e dai Paesi maggiormente interessati agli sviluppi politici (Italia compresa), gli Stati Uniti hanno ritirato il proprio personale militare presente nel Paese.

Sarraj e Haftar si erano incontrati l’ultima volta lo scorso febbraio ad Abu Dhabi. In quella occasione i due avevano nuovamente concordato la necessità di tenere elezioni in accordo alle iniziative condotte dall’Onu.

Secondo alcuni osservatori, l’azione di Haftar dovrebbe essere letta alla luce di una conferenza nazionale promossa dall’Onu e per la quale lo stesso segretario generale Antonio Guterres si era recato a Tripoli la scorsa settimana. Una lettura che deve fare il paio con dichiarazioni e azioni fatte da varie potenze regionali, europee e mediorientali, ognuna a suo modo interessata alle vicende libiche.

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