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Sri Lanka: estremismi locali e network del terrore internazionali

    di  .  Scritto  il  23 Aprile 2019  alle  7:00.

Attentati multipli, alla stessa ora, in luoghi diversi, in una giornata simbolica (Pasqua) e con obiettivi ‘soft’: non militari, non istituzioni pubbliche, ma civili. Chiunque si nasconda dietro gli attentati compiuti il giorno di Pasqua in Sri Lanka, ha avuto il tempo di preparare un’azione combinata e sofisticata, ha fatto suo di attentatori suicidi e ha sfruttato le criticità interne ai sistemi di sicurezza.

In effetti, come ammesso dallo stesso governo, prima degli attacchi i servizi di intelligence avevano ricevuto segnali e avvertimenti che qualcosa di grosso si stesse muovendo, tuttavia l’informazione non era andata oltre né era stato informato il governo. Un gap informativo costato la vita a centinaia di persone.  

Secondo fonti di intelligence statunitense citate dalla Bbc, gli attentati fanno pensare a tecniche sperimentate dall’Isis e d’altra parte è stato lo stesso governo a suggerire fin da subito che dietro gli attacchi potrebbero esserci sì elementi locali ma collegati a network internazionali.

Le informative che sarebbero arrivate prima degli attacchi, parlavano di possibili incursioni da parte del Nations Thawahid Jaman (Ntj), un gruppo islamista locale poco conosciuto. In Sri Lanka pochi pensano che l’Ntj possa avere avuto la capacità di organizzare gli attacchi, ma saranno le indagini a dover parlare. Intanto sono stati compiuti i primi arresti.

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