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Etiopia: tentato golpe o spia di una crescente opposizione ad Abiy?

    di  .  Scritto  il  24 Giugno 2019  alle  7:00.

Più che un colpo di Stato, di cui non aveva per certi versi i segni distintivi (mobilitazione di unità dell’esercito, occupazione di luoghi strategici, azioni coordinate) i fatti avvenuti tra sabato e domenica in Etiopia, secondo alcuni osservatori, devono essere letti come la spia di una crescente frustrazione all’interno della comunità Amhara.

Fuori dal potere da alcuni decenni, dopo aver fatto la storia del Paese, gli Amhara hanno subito il predominio tigrino e ora sembrano in qualche modo reagire alle promesse fatte e non mantenute dal primo ministro Abiy Ahmed.

Una lettura che deve trovare riscontri fattuali e che intanto bisogna confrontare con quanto accaduto ovvero l’uccisione ad Addis Abeba del capo di stato maggiore dell’esercito etiopico, il generale Seare Mekonnen, colpito a morte dalle sue stesse guardie del corpo. E l’uccisione, nel corso di una riunione a Bahir Dar del governatore della regione Amhara, Ambachew Mekonnen, che da pochi mesi stava occupando quella posizione.

Dopo la comparsa di Abiy in tenuta militare davanti alle telecamere e il blocco di internet, il governo si è affrettato a dichiarare la situazione sotto controllo. La portavoce di Abiy ha riferito che la guardia del corpo che ha ucciso il generale Seare insieme a un altro generale che si trovava in quel momento con lui, Gezai Abera, è agli arresti; la stessa fonte ha attribuito la responsabilità dell’uccisione di Ambachew Mekonnen e del suo consigliere Ezez Wasie, ad Asaminew Tsige, capo della sicurezza Amhara, e di cui non si conoscono gli esiti (se sia arrestato o sia riuscito a fuggire).

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